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Bounty contro Sandy

Il Bounty era una replica del celebre veliero passato alla storia per l’ammutinamento avvenuto nel 1789. La copia venne realizzata per girare il film “Gli ammutinati” del Bounty di Lewis Milestone.

Il veliero Bounty, copia dell’originale costruito negli anni ’60 per il film “Gli Ammutinati del Bounty” ed usato in molti film come “Pirati dei caraibi”, è stato affondato dall’uragano Sandy.

La storia del Bounty sembra essere movimentata, sia parlando dell’originale che della copia, il primo famoso per l’ammutinamento del 1789 avvenuto da parte di 5 uomini che hanno coinvolto il resto dell’equipaggio facendo sbarcare il comandante William Bligh e i suoi 19 uomini rimastigli fedeli, a causa della brutalità e del dispotismo del suo comando nella sua lunga spedizione, la seconda, la copia costruita nel 1961 per catturare su pellicola le gesta di questo travagliato viaggio per Tahiti, ed utilizzata in molti film tra cui il più famoso e recente Pirati dei caraibi – La maledizione del forziere fantasma.

Purtroppo, anche la copia finisce soggetta a notizie e paparazzate, ma per un motivo più serio: la nave ha incontrato sul suo percorso l’uragano Sandy, che l’affonda e porta con sè un membro dell’equipaggio, una donna, la 42enne Claudene Christian, morta in ospedale dopo essere stata recuperata in mare priva di sensi, mentre il comandante Robin Walbridge risulta ancora disperso.

La nave era salpata dal Connecticut con a bordo undici uomini e cinque donne, tutti di età compresa fra i 20 e i 66 anni. I soccorsi sono giunti quando ormai della nave svettavano solo i pennoni, il resto era ormai sommerso, lentamente inghiottito dalle voraci acque al largo del North Carolina.

Valentino Chiarla

Sandy: record di tweet per l’uragano

Tra sabato 27 ottobre e giovedì primo novembre, Twitter è stato monopolizzato dalla parola “Sandy”. Lo afferma lo stesso social network fondato da Jack Dorsey, sottolineando che nell’ultima settimana gli utenti hanno inviato oltre 20 milioni di tweet.

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L’uragano Sandy che ha colpito gli Stati Uniti in questi ultimi giorni è stato il topic più discusso e seguito da milioni di persone sui social networks quali Facebook e Twitter. Proprio su quest’ultimo i cittadini colpiti dall’uragano hanno twittato oltre 20 milioni di messaggi con gli hashtag “Sandy“e “uragano” e non si sono limitati solo a scrivere, ma hanno scattato centinaia di fotografie per mostrarle al mondo.
Ecco l’impatto di un social network quale Twitter nella comunicazione di un disastro o di un evento a livello mondiale al giorno d’oggi.
 
Le maggiori testate giornalistiche e reti televisive riescono a darci solo un quadro generale della situazione, mentre grazie ai social network c’è la possibilità di condividere al mondo con un semplice tweet la propria esperienza, la propria situazione per apprendere realmente come ogni singola persona sta vivendo l’accaduto. Diviene così un canale diretto per tutte le persone che vogliono sapere e conoscere, scambiarsi consigli o solamente parole di conforto, perchè in certe occasioni è importante sapere di avere qualcuno che legge e riflette su problemi davvero importanti.
 
 
Andrea Carpenè