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Apples e iTunes 11, le promesse non valgono più

C’è chi vede in Apple i primi sintomi del decadimento dopo Jobs quando l’azienda sembra non dare più ascolto agli utenti e non rispetta le promesse fatte. Tim Cook sta prendendo le decisioni giuste?

iTunes11, player multimediale di Apple rinviato a Novembre.
Fonte: iSpazio.net

Ormai è passato più di un anno che Tim Cook (CEO di Apple) ha preso il posto di Steve Jobs nel dirigere l’azienda che ha i titoli più altri in borsa, nonostante questo periodo di crisi mondiale. Tim sembra fare il suo lavoro nel miglior modo possibile, una prova è la eccessiva domanda dei prodotti Apple e di come i loro prodotti siano parte di una cultura multimediale e le vendite crescono esponenzialmente giorno dopo giorno.

Chi è un apple-evangelist, ovvero, quelli che si fanno chiamare apple Fanboy, vedono nella nuova versione di Apple un’azienda che ormai non pensa agli utenti, non considera più l’utente come la priorità ma cerca soltanto di mantenersi al top, vendere sempre di più e acquistare nuovi clienti. Un’azienda che, nel percorso di crescita ha perso la sua filosofia principale. Tant’è vero che il famoso slogan “Think Different” è stato abolito dal marchio e molti dicono che questo sia stato il primo grave sintomo che, la loro così affezionata azienda sia cambiata per soddisfare il mercato.

Tutto questo sicuramente non è un problema per un’azienda che ha milioni di dollari in banca e mentre Apple perde i suoi utenti più fedeli de guadagna di altri. Basta controllare quanti nuovi iPhone vengono venduti ad ogni giorno.

Ma i sintomi diventano sempre più evidenti con il passare del tempo. Prima i problemi con l’iPhone 4 e il caso antenagage, con l’iPhone 5 il prezzo inverosimile per uno smartphone, le decisioni a livello hardware dei suoi computer che già da qualche hanno lasciano a desiderare, la politica di garanzia dell’azienda, più recente le mappe sbagliate e incoerenti con la realtà e per ultimo il ritardo del rilascio di iTunes11. Il nuovo player marchiato Apple dovrebbe uscire entro ottobre in concomitanza dell’iOS 6 e del nuovo iPad Mini (lanciato pochi giorni fa) ma non è successo. All’ultimo Apple, in uno comunicato stampa dichiara che i lavori non sono finiti e che il player sarà rilanciato a fine novembre.

Da questo è emerso un brusio tra gli gli Apple fan boy perché il nuovo iPad Mini appunto dovrebbe funzionare soltanto con la nuova versione di iTunes e secondo, più importante, Apple non ha mai rimandato il rilascio di nessun programma, prodotti o funzione finora, trasmettendo così agli più appassionati un senso di tradimento e diffidenza che va ad aggiungersi alle delusioni precedenti.

Dicono che una volta c’era un Apple che era capace di farti sognare e farti integrare con un gruppo di persone e condividere le stesse passioni e valori e che adesso non sia nient’altro che una azienda meglio riuscita e più brillante nel marketing che una sua mega rivale che adesso inizia a imparare qualcosa di branding, cioè Microsoft.

Tim Cook allora si rende conto di dove sta andando a parare la sua direzione di Apple?

Geraldo de Oliveira

Tablet: L’iPad Mini. Rampa di lancio?

Il mercato dei  di dimensioni ridotte, circa 7 pollici, ha conquistato l’attenzione generale grazie soprattutto al buon successo del Kindle Amazon e del Nexus 7 Google e al recente ingresso nel settore di  con il Mini iPad.

Questa tipologia di device sembra destinata a conquistare sempre di più i consumatori.

Quest’anno dovrebbero essere venduti 34 milioni di tablet di ridotte dimensioni, contro i 17 dello scorso anno. Nel 2013, le vendite dovrebbero poi quasi raddoppiare in soli 12 mesi toccando i 67 milioni.

Ci si aspetta che il nuovo device Apple contribuisca significativamente all’incremento delle vendite di tablet di ridotte dimensioni. La battaglia nello spazio dei 7 pollici è molto vivace, con la maggior parte degli altri fornitori leader che già offrono prodotti a prezzi competitivi. Si spera che Apple riesca a posizionare con successo l’iPad più piccolo come un dispositivo attraente e di facile adozione per clienti nuovi e vecchi ritornati. Ciò stimolerebbe la rapida crescita delle vendite e porterebbe una dura concorrenza alle altre società.

Nicolò Bolognesi.